In questi ultimi anni c’è stata una proliferazione di spot pubblicitari tesi ad enfatizzare i benefici di acque povere di sodio o prive di altri sali minerali, quasi che il valore del residuo fisso rappresentasse l’unico parametro per valutare la reale bontà di un’acqua. Studi recenti stanno approfondendo alcune diffuse convinzioni per valutare concretamente la loro fondatezza: ad esempio, affermare che un’acqua abbia un effetto diuretico in virtù della sua composizione è piuttosto bizzarro, visto che il principale effetto diuretico è attribuibile all’acqua in quanto tale, intesa come liquido.

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Un’altra credenza diffusa non corretta è quella che porta a pensare che i sali minerali contenuti nelle acque naturali siano dannosi. Al contrario, essi sono invece molto importanti perché veicolano elementi (come il calcio, lo zolfo e il magnesio), estremamente utili per le funzioni organiche e per il benessere della pelle. Se non si assumessero le quantità giornaliere raccomandate di questi ed altri minerali, si andrebbe certamente incontro a diverse tipologie di inconvenienti, con una conseguente indicazione da parte del medico di assumere integratori alimentari o adottare una dieta maggiormente equilibrata. Acque termali con alti residui fissi sono pertanto benefiche perché garantiscono all’organismo il giusto apporto giornaliero dei minerali che in esse sono naturalmente dissolti.

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E per quanto riguarda la pelle, vanno ricordati i benefici dello zolfo, che protegge dal danno ossidativo e, di conseguenza, contrasta l’invecchiamento cutaneo. Inoltre, questo minerale, partecipa alla formazione di proteine fondamentali per il benessere di cute, unghie e capelli. Il residuo fisso di un’acqua, quindi, non rappresenta di per sé un valore negativo. Occorre iniziare a valutare la componente minerale delle singole acque e a riconoscere i benefici dei sali in esse contenute, per il benessere dell’intestino, della pelle e dell’organismo nella sua interezza.

IL CALCIO

Le più recenti evidenze mediche indicano che il calcio presente nelle acque che beviamo quotidianamente non favorisce i calcoli renali ma, al contrario di come si pensi, bere in abbondanza acque ricche in calcio è un ottimo deterrente alla loro formazione.

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